Durante la Guerra Fredda, uno dei problemi delle due super potenze Americana e Sovietica, era di poter tempestivamente rispondere ad un attacco nucleare in arrivo dal nemico.
Semplicemente rispondere alla prima bomba caduta sul proprio suolo, poteva essere troppo tardi: I missili sarebbero dovuti partire insieme… per essere certi che i due mondi saltassero contemporaneamente in area e che nessuno rimanesse vivo!
Un missile sparato dagli Stati Uniti verso la Russia impiegava circa mezz’ora di volo, prima di colpire il territorio Sovietico.
Era pertanto fondamentale per i Russi sapere prima possibile che il missile era partito … per poter a loro volta sparare il loro. Ed essere così certi che TUTTI saltassero in area.
I sovietici, a tal scopo, misero in piedi un sistema che oggi mostra, come attrazione turistica, tutta la sua immensa follia.
L’immensa antenna radar denominata Duga-3.

Il Duga-3 era parte di un sistema con l’altra antenna, il Duga-2, posto a circa 20 km di distanza.
Il Duga-2, più piccolo,  trasmetteva un segnale radio, un suono simile al rumore di un picchio, che rimbalzando fra superficie terrestre e ionosfera, raggiungeva gli Stati Uniti e tornava indietro. Il duga 2 trasmetteva. Il duga 3 riceveva.
E il picchio fu udibile, come un segnale continuo ed incessante dal 1976 al 1989, caduta del Muro di Berlino.

Un eventuale missile intercontinentale sparato dagli Stati Uniti, avrebbe forato la ionosfera, alterando il il suono trasmesso. Il duga avrebbe così potuto captare tale alterazione nel suono di ritorno e consentito di dare il via alla reazione nucleare sovietica, dando il via alla fine del mondo!

L’antenna, oggi spenta, resta a memoria di tutto ciò. Le sue dimensioni sono ciclopiche: 150 metri di altezza, 90 di larghezza e ben 900 di lunghezza.

Questo impianto consumava una quantità di energia inimmaginabile e per questo fu costruito nei pressi della centrale atomica di Chernoby.

Suono del DUGA per sentire il suono del Duga