Etna vulcano siciliano

L’Etna invade letteralmente e fisicamente la Sicilia orientale. Dalla sua sommità si distende nel mare. Rotola giù, scorre, travolge. La forma del paesaggio muta, anche molto velocemente al traboccare della lava da qualche apertura.
Dove c’era una valle, adesso c’è un piano. Dove c’era un fiume, adesso non c’è più. Un bosco è travolto, ma rispunta. La costa cambia. Lingue di lava si congelano al contatto con l’acqua

Non potevamo non salire
Ma tutto stava nel trovare le persone giuste. Non era pensabile toccare la montagna in compagnia di chi non la amasse veramente. La scelta delle guide era un’incognita. Molte telefonate alle varie agenzie che organizzano trekking.

La voce di Ernesto mi è piaciuta. Calda, rassicurante. Mi garantiva piccoli, piccolissimi gruppi.
Forse …

Ernesto ci viene a prendere in albergo a Catania. Brutte notizie. Ci saranno altre persone con noi. Non sono un asociale, ma in montagna vorrei amici, non schiamazzi. Amo il vento.
Prendiamo anche Marco, iniziamo a salire.
Marco e Ernesto, capito che i due gruppi hanno gambe diverse, decidono di separarli. E quasi si litigano il gruppo, io e Cristiana, che andrà su, che ha un altro passo, che forse può salire. Gli altri, che faranno un giro più in basso.
Quante volte ci saranno stati sul Monte? Certo non poteva essere per stare con noi. Fino a quel momento avevamo scambiato solo poche parole.
I due amano il Monte. Nonostante sia la millesima, non vogliono perdersi l’ennesima salita!
Marco la spunta. Sarà lui a portarci su.
Le foto raccontano quello che ho visto.

Il piacere di passare alcune ore con un nuovo amico, in un posto così meraviglioso, sulla sabbia nera, nel vento, nel cielo, dentro le nuvole, va solo vissuto, assaporato nella fatica della salita che difficilmente dimenticheremo

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